Il sito aziendale deve avere un blog! Scopri perché

Partiamo dal presupposto che ogni azienda – piccola, media o grande – abbia un sito (anche se diverse piccole realtà si accontentano delle pagine di Facebook e Instagram). Quante hanno previsto – oltre al Chi siamo, I nostri prodotti, I contatti – la creazione di un blog? Scopri perché aprire un sito corporate senza includere la pagina del blog equivalga a sciupare davvero una grande occasione.

Che cos’è un blog aziendale?

Il blog aziendale è uno spazio in cui il brand parla in prima persona e fornisce informazioni, approfondimenti e consigli agli utenti. Attenzione, non mi riferisco solo a notizie riguardanti l’azienda stessa (eventi, inaugurazioni, convegni) ma anche (e, mi verrebbe da dire, soprattutto) a contenuti rilevanti per il settore di attività: studi, ricerche, chiarimenti su argomenti dibattuti nel mercato di riferimento.

Per fare un esempio: un’azienda di tessuti potrebbe, nel blog, spiegare le tecniche di produzione di un determinato materiale o l’origine di una fibra o le tipologie di coloranti o le nuove tendenze della moda.

Le ragioni più importanti a sostegno dell’apertura di un blog sono due: dimostrare competenza e autorevolezza nel proprio campo; migliorare la visibilità sui motori di ricerca, ampliando il numero di keyword e il tipo di query a cui il nostro sito può rispondere.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti relativi alla vita dell’azienda (possiamo elencare anche fiere, premi, novità nella governance), di solito consiglio di predisporre una pagina per le “news”, lasciando nel blog solo gli articoli di approfondimento tematico, perché questa distinzione mi sembra un’ulteriore agevolazione per la scelta dell’utente.

I vantaggi del blog aziendale (gestito bene)

Vediamo in dettaglio perché è opportuno avere nel sito aziendale lo spazio per un blog.

Il blog aiuta la Seo

Ho già accennato al miglioramento della visibilità sui motori di ricerca. In ottica Seo (Search Engine Optimization) gli articolo del blog, che vanno ad approfondire temi specifici del settore, consentono all’azienda di competere per nuove keyword – in linea anche con i trend del momento – rispetto a quelle contenute nelle pagine generali del sito, nuove keyword spesso più specifiche, caratterizzate magari da minori volumi di ricerca ma da una maggior facilità di accesso alle prime posizioni delle Serp (Search Engine Results Page) di Google. Con il blog, poi, prestando attenzione agli argomenti del momento nel nostro ambito, possiamo intercettare le parole chiave con cui i nostri potenziali clienti stanno interrogando il motore di ricerca in questo periodo.

Google, poi, premia i siti che pubblicano contenuti freschi, aggiornati, e il blog consente di averne in modo costante.

E ancora, con il blog aumentano le pagine del sito indicizzate, ampliando ancora le possibilità di apparire nei risultati di ricerca.

Se poi gli articoli che pubblichiamo sono interessanti, possono migliorare i tempi di permanenza degli utenti sul nostro sito, un fattore che i motori di ricerca considerano per il ranking.

Infine, se abbiamo prodotto contenuti di spessore, questi potrebbero generare backlink, ossia link provenienti da altri siti che ci citano come fonte, il che rafforza la reputazione del nostro dominio agli occhi di Google.

I più recenti aggiornamenti del motore di ricerca hanno aumentato, per stabilire le posizioni nella prima pagina dei risultati, la rilevanza dell’autorevolezza, valutata su quanto e come il brand è citato in rete, social compresi, e su quanto sia considerato appunto autorevole. Questo per contrastare il diffondersi di contenuti prodotti dalle intelligenze artificiali.

Un’ultima nota: per deformazione professionale, parlo solo di articoli. Nulla vieta che il contenuto sia un video (con relative best practice Seo), un reportage fotografico (con il corretto utilizzo dell’attributo Alt Text, che descrive cosa c’è nell’immagine), un podcast (che Google ormai indicizza e riporta nelle sue Serp).

Dashboard di Wordpress per pubblicare un articolo.

Il blog rafforza l’autorevolezza e la credibilità del brand

Ho già detto dell’autorevolezza dal punto di vista della Seo. Pubblicare articoli su tematiche specifiche legate al proprio settore aiuta però a costruire la nostra reputazione di esperti anche agli occhi dei clienti e potenziali tali.

Questo aumenta la fiducia degli stessi nel brand: un cliente che trova un contenuto utile sarà più propenso a rivolgersi al brand per un servizio o un acquisto. Del resto la fiducia oggi è uno degli asset da coltivare in qualsiasi business.

Infine il fatto stesso di avere un blog può essere un elemento di distinzione rispetto ai competitor (sappiamo che molti si accontentano di avere un sito vetrina statico). Se poi nel blog vengono proposti contenuti utili, novità, ricerche e dati, otteniamo un vero e proprio vantaggio competitivo.

Consigli pratici per un blog che funzioni

  • Non aprire un blog senza aver verificato di avere le risorse (economiche e umane) per portarlo avanti. Non c’è nulla di più desolante per un utente di arrivare in un blog in cui l’ultimo articolo risale a due anni prima. Vi lascio immaginare quale impressione avrà del brand.
  • Stabilire un piano editoriale (quanti articoli/mese, i macro argomenti, le rubriche…) e un calendario editoriale. Per chiarire la differenza tra i due termini torniamo all’esempio dell’azienda di tessuti: nel piano editoriale, si programmerà di parlare almeno una volta al mese della produzione di lana; nel calendario, si decideranno l’argomento specifico (es. la filatura pettinata) e la data di pubblicazione.
  • Non affidare la redazione degli articoli a risorse interne, le quali hanno altri compiti e non sempre le adeguate skill. Per la gestione di un blog occorrono capacità di copywriting (che non significa essere stati bravi in italiano a scuola) o di videomaking, e di ottimizzazione per la Seo (sì, lo so, qui tiro acqua al mio mulino…). Questo non significa che l’azienda potrà chiamarsene fuori: sarà il management a suggerire gli argomenti, a segnalare eventi, a richiedere approfondimenti su particolari prodotti o servizi.
  • Rilanciare ogni articolo sui social, proprio per ottenere la presenza omnicanale premiata da Google.
  • Analizzare i risultati, cioè monitorare il traffico, verificare i contenuti che hanno performato meglio e le interazioni. Capire cosa funziona aiuterà a migliorare.

Tempo e costanza: gli ingredienti base del blog

Un blog aziendale è un investimento a lungo termine: i benefici in termini di visibilità, autorevolezza e acquisizione di nuovi clienti non arrivano nel giro di qualche settimana. Se però al blog si dedicano tempo e riflessione in modo costante, se i contenuti mantengono un buon livello di qualità e di interesse per gli utenti, finiremo per avere a nostra disposizione uno degli strumenti più potenti per la crescita dell’azienda.

Foto di copertina di Estée Janssens.